Karl Heinrich Marx (1818-1883), nasce a Treviri da un rabbino convertitosi per quieto vivere al cristianesimo e da una donna che al figlio avrebbe preferito un bassethound. Al momento della nascita, il piccolo Marx è già libero dal divieto di consumare carne di maiale, la madre gli sbriciola nella minestrina il salame cotto di Cracovia, l'insaccato del popolo. Va da sé, il giovane Marx si iscrive al liceo affetto da acne giovanile, cosa che per altro non gli impedirà di parlare appassionatamente dell'avvenire dei nostri giovani già nel tema di tedesco. Il padre, avvocato, gli consiglierà la strada già battuta della giurisprudenza nella speranza di raccomandarlo a qualche Signoria Vostra, ma il figlio preferisce la filosofia, ha grandi progetti per il futuro, vuole liberale gli uomini dalla schiavitù della piccola e media impresa. Un sera, inseguito da un capitalista, corre per un paio di chilometri, suda, prende freddo, e gli viene il mal di gola. Trascorre un lungo periodo a letto con la febbre nel quale legge tutte le opere di Hegel rimanendone psicotropicamente impressionato. Basta poco e il bel giovane si è fatto una patente liberale, si fa crescere un bel ciuffo e fa il ganzo nelle birrerie con gli amici, ma i prussiani sono gente di poche parole e più volte calcano la mano sulla censura, per Marx operare in patria diventa sempre più difficile. Sposatosi segretamente con la baronessa Jenny von Westphalen, decide di partire in viaggio di nozze alla volta di Parigi, viaggio di lavoro e non solo di piacere, qui conosce infatti Friedrich Engels, l'amico di una vita con il quale pubblicherà il Manifesto del Partito Comunista e Come preparare una cena per quattro persone con due scellini e mezzo (scegliendo bene la verdura, o imbucandosi al dopolavoro ferroviario). Preso di petto l'impegno politico, Marx comincia a scrivere articoli infuocati e libri di economia politica che passeranno alla storia, la sua produzione si fa via via sempre più intensa e matura e inizia a pensare che la filosofia non possa essere disgiunta dalla prassi, che cioè il mondo non va solo pensato, ma anche trasformato. Passerà quindi il resto dei suoi giorni tentando di innescare la rivoluzione proletaria per mezza Europa, fuggendo qua è là in modo sparso, troverà pace solo nella liberale Inghilterra, e precisamente a Londra, dove entrerà in contatto con un gruppo di luddisti jedi che sbriciolano le Singer con la forza del pensiero. Tristi saranno gli ultimi anni di vita, muore l'amata moglie e una delle sue figlie, di lì a poco si spegnerà per le complicazioni di un'ulcera polmonare.
Come già accennato, molto importante è la prassi nel pensiero di Marx, la sua filosofia non vuole essere solo una speculazione fine a se stessa ma deve poter produrre anche una trasformazione tangibile della realtà. “La filosofia e lo studio del mondo reale stanno tra loro in rapporto come l'onanismo e l'amore sessuale” (K. Marx, Ideologia tedesca). Affinché l'attività filosofica non si riduca a mero onanismo, occorre fecondare il mondo reale attraverso l'azione, la prassi marxiana verrà a coincidere con l'attività rivoluzionaria volta a favorire l'avvento della società comunista.
Ma per predire il comunismo non serve una palla di vetro, piuttosto serve un'analisi scientifica della realtà, e Marx pone il suo fondamento scientifico nell'economia. L'economia è la “struttura”, contrapposta a tutto ciò che economia non è, cioè la “sovrastruttura”. L'economia è il primo principio, ogni problema, politico, sociale, filosofico o religioso che sia, non è altro che l'emanazione o il riflesso di un certo problema economico. Dunque non è la coscienza che determina la realtà (come lo era per gli idealisti e per gli onanisti della filosofia), ma è la realtà che determina la coscienza, cioè sono le condizioni materiali in cui versa l'uomo che determinano il corso e la qualità dei suoi pensieri (proletari si nasce, capitalisti idem).
Lo sviluppo della storia non è determinato da una legge astratta, ma dall'eterna lotta tra due classi di uomini, quelli che detengono i mezzi di produzione e quelli che non li possiedono e per questo vengono sfruttati come forza lavoro. La lotta viene da lontano e si nutre di scontri diretti: patrizi vs plebei, liberi vs schiavi, nobili vs servi della gleba, capitalisti vs proletariato. Per comprendere appieno cosa sia l'uomo, occorre quindi capire in che momento dello sviluppo delle forze produttive si trova a vivere, infatti l'uomo assume proprietà umane quando comincia a produrre i mezzi per la propria sussistenza, e il suo stesso significato muta con il mutare dei rapporti di produzione. Marx sostiene che cambiando i rapporti di produzione, cambia anche l'uomo, e se l'ultimo grande sistema di produzione, cioè il capitalismo, cambierà in futuro per risolversi in un sistema economico più equo, allora anche l'uomo diventerà più equo.
Marx sostiene che il capitalismo contiene in sé le premesse della sua fine, di più, è lo stesso capitalismo a produrre quelle premesse. Ora, per capire dove si annida il tarlo dell'autodistruzione nel sistema di produzione capitalista, occorre guardare le cose da vicino. Se un tempo tra uomo e prodotto vi era un legame diretto, ora l'uomo lavora nelle fabbriche e produce beni che non sono né suoi né serviranno direttamente al soddisfacimento dei suoi bisogni. Siamo in presenza di una alienazione, dice Marx, cioè di una separazione che si viene a determinare tra l'uomo e i beni che produce per mantenersi in vita. E infatti l'uomo finisce per lavorare, cioè cedere gran parte della sua forza lavoro, per arricchire il capitalista, poiché egli per contro non cede al lavoratore l'intero importo derivante dalla vendita della merce, ma solo una minima parte sotto forma di salario. Dunque, a fronte di profitti eclatanti per il capitalista, il lavoratore riceve un salario che in definitiva si riduce a un costo di produzione, e in quanto costo di produzione il proprietario dei mezzi tenderà a ridurlo il più possibile per aumentare il suo margine di profitto (espansione dell'offerta e contrazione della domanda). Ad isolamento si aggiunge poi mercificazione, lo stesso lavoratore diventa una merce di scambio al valore di mercato. Tutti questi eventi producono delle contraddizioni che porteranno il sistema capitalista alla definitiva distruzione. La soluzione del capitalismo, nonché dell'intera storia dell'umanità, è il comunismo, una società in cui i mezzi di produzione saranno in comune a tutti gli uomini liberi, il comunismo è assieme fine dell'ingiustizia e liberazione dall'errore.
La legge che conduce alla distruzione del capitalismo è una legge scientificamente necessaria, ciò significa che per Marx la vittoria finale del comunismo è inevitabile, del resto non siamo in presenza di semplici ipotesi storiche. Qualcuno obietterà che il comunismo ha perso, e ha perso storicamente, ma ciò può essere vero solo se si concede che l'Unione Sovietica davvero rappresentasse l'autentica realizzazione del comunismo, ma è davvero così? La volontà delle nazioni è ben poca cosa rispetto a una necessità scientifica. Piuttosto il comunismo ha preso via via le sembianze di una grande religione atea, priva di Dio ma carica di pathos e di speranze per milioni di lavoratori che nel ventesimo secolo avevano creduto di scorgervi una possibilità di riscatto. Dio è “l'oppio dei popoli”, scrive Marx, appunto perché Dio è religione e teologia, cioè è sovrastruttura, fumo negli occhi che distoglie gli uomini dall'unica e vera possibilità di redenzione terrena, appunto, il comunismo (nell'universo di Marx tutto è materiale: dell'uomo si dà una lettura materiale e l'economia attiene alla sfera materiale, solo riconducendo il tutto ai suoi aspetti materiali si rende possibile la riduzione scientifica dell'evoluzione storica). Dunque il fantasma si aggira ancora per l'Europa, forse i tempi non erano ancora maturi e l'intera epopea del comunismo reale fu solo un equivoco e un inutile dispendio di energie, o forse Marx si era sbagliato e aveva semplicemente torto: se è così, chi si è intascato il plusvalore di tutte le bandiere rosse?
Io c'ero quand'è caduto il muro di Berlino, il muro è caduto perché era chiaro a tutti che non poteva reggere, la vopos aveva usato del cemento scadente, l'avevano truccato con la sabbia. Adesso vi racconteranno una marea di cazzate, tipo che il muro è stato spazzato via dalla storia, sciocchezze, la colpa è della sabbia e dei comunisti che facevano le cose col culo.
Dovevo proprio essere distratto in questi giorni, perché mi è arrivata per posta una lettera di un tizio che chiedeva la mia firma come garanzia dell'impegno a difenderlo dagli attacchi giudiziari, ma io mica son scemo, io non firmo un cazzo.
Oh, sono riemerso. Allora, in prima pagina oggi metterei Brigitte Nielsen, che rivela: flirt con Arnold Schwarzenegger. I due si conobbero nel 1985 sul set di Yado ed esplose la passione: “Le nostre fantasie sessuali non hanno conosciuto nessun limite”. La Nielsen confessa anche un flirt con Sean Penn all'epoca in cui era sposato con Madonna e uno con Gary Coleman sul set de Il mio amico Arnold. Avete sentito anche della Kidman, che ai tempi di Tom Cruise usava oggetti fetish. Azzardo: manette, bavagli, museruole, ganci, pinzette, punteruoli, dildo borchiati, head harness, golden retriever, Gary Coleman, robe così. Ocio che Rutelli non lascia alcun fronte scoperto, i cattolici sentono il PD come il loro partito, è questo il punto. Ah, Serracchiani lascia, se ne va con Cacciari, a letto, dico. Pressing della Chiesa su Alemanno, che ora si trova preso tra due fuochi: calcare la mano o mostrare più umanità verso i lavavetri? Era già pronta la foglia di fico: presto borse di lavoro per coinvolgere gli emarginati nella lotta al degrado. Ecco, dovrebbe trattarsi di un set di comode trousse della Pupa in tanti glitterissimi colori in cui riporre spazzola e secchiello tra un semaforo rosso e l'altro. Vogliono farmi il test antidroga ma non ho ancora deciso, i capelli non crescono sugli alberi.
E poi, scusa, si fa un gran parlare di riforma presidenziale. Non converrebbe a Berlusconi appoggiare la sentenza della Corte Europea e stare appesso ai muri delle aule al posto dei crocefissi? Sarebbe il delitto perfetto.

Sì sì, siamo tutti d'accordo sul fatto che una scuola pubblica non debba esporre il crocifisso in nome del pluralismo educativo. Mia madre, ad esempio, ha fatto le scuole pubbliche in Uruguay, e in Uruguay la scuola pubblica è laica, niente crocifissi in Uruguay, al massimo il ritratto del Presidente. Il crocifisso si tiene in casa, o si espone nelle scuole cattoliche, mi pare giusto. Detto questo, siamo davvero sicuri che anche la scuola pubblica sia così neutra come dicono? Io, dal momento che frequento la scuola pubblica, dovrei comperarmi il Riccardo Villari con i miei soldi? Perché invece di un testo di storia non posso decidere di comperarmi, con i miei soldi, l'album delle figurine dei Gormiti o Imperialismo pagano di Julius Evola? La scuola italiana è comunista, come lo è il tentativo di imporre la laicità per editto. Stalinisti.
«Oserà dunque il fascismo assumere qui, qui donde già le aquile imperiali partirono per il dominio del mondo sotto la potenza augustea, solare, regale [...] oserà qui riprendere la fiaccola della tradizione mediterranea?»
No, finché ci faremo dettare le regole dal sinistro culturame della sinistra. Rocco Buttiglione a La vinta in diretta ha posto una questione fondamentale: non abbiamo il diritto di sentirci offesi dai simboli altrui, dal Crocifisso, dalla Svastica, come dalla Falce e il Martello. Lo sapete che c'era un turco nella Corte Europea? Dico, un turco, un musulmano, uno che la laicità dello Stato non sa nemmeno dove abita di casa, vogliono cancellare la nostra tradizione per invaderci e ucciderci tutti, si stanno perdendo i valori, signora mia. Ma una miracolosa soluzione liberale ci sarebbe: privatizzare le pareti scolastiche, mettere all'asta gli spazi in modo che chiunque, Santa Romana Chiesa compresa, possa concorrere all'addobbo e far valere il proprio peso. "Non esiste professione di fede valida che non sia accompagnata dall’obolo di uno scellino".*
Per prima venne la tosse, poi venne la febbre. Mi hanno consigliato paraflù ai frutti tropicali, che contiene paracetamolo quindi non andrebbe preso assieme all'aspirina, o uno o l'altra, dico bene? Se li prendete assieme potrebbero farvi l'effetto delle mentos nella coca cola, state molto attenti a quello che fate, io declino ogni responsabilità. Sono appena tornato dal lavoro, sono un po' giù, mi sento male, mi fa male tutta la canna fumaria delle vie respiratorie. Nel caso il blog lo lascio a Diderot, è il mio erede naturale (però lui non scrive niente, bisogna andarselo a cercare nei posti più improbabili. Una volta ho sentito un rumore dentro il mobile delle scope, toh, ma non era lui?). (no no, vaneggio, poi vi dò il bollettino).
Ma io che ho fatto per meritarmi di lavorare? Volevo fare il fancazzista, mi è sempre venuto bene. Eppure quando mi tocca lo accetto, non mi tiro indietro, se questo è il mio destino, lo accetto (non mi tiro indietro). Bisognerebbe riscoprire il senso banausico del lavoro, disprezzarlo per come merita, e invece, io appartengo al lavoro, non è lui che appartiene a me (non mi dà soddisfazione il mio lavoro, la pmi è il buco del culo del sistema produttivo italiano, stiamo a un passo dai cinesi nascosti negli scantinati). (almeno state freschi d'estate, dice). Una volta volevo fare la persona civile, quella che responsabilmente si dava alla politica per risolvere i problemi della gente, ora ho cambiato idea (capirai il filantropo). Mi vengo incontro: non mi importa niente della gente. Io rifiuto un potere conferitomi sotto la speciosa forma di "diritti dell'uomo". Il mio potere è la mia proprietà, il mio potere mi dà la proprietà (Max Stirner). Bravo, ma ndo stà sto potere, dovrei forse crogiolarmi nella proprietà di un merdoso telefonino? (non credo che si riferisse al potere d'acquisto, potrei sempre occupare un immobile).
21. «Date a Cesare quel che è di Cesare». «Date a Dio quel che è di Dio»... Non ci resterebbe niente. Proviamo a non dare niente a nessuno dei due. (Insetti senza frontiere, G. Ceronetti).
(ci credereste? E' il primo libro che acquisto dall'inizio dell'anno, e credo anche l'ultimo, è un privilegio che spetta a pochi).
Voti reali e voti percepiti. Alle ultime elezioni europee il Partito Democratico ha preso circa 8.000.000 di voti e circa 3.000.000 di questi elettori hanno votato per scegliere il segretario, vale a dire solo il 37,5%. Visto poi che tra questi 3.000.000 ci sono da mettere in conto gli stranieri e quelli che hanno votato due o tre volte, la percentuale “reale” è da immaginarsi anche più bassa (o al limite compensata dagli elettori di altri partiti, o dalle naturali fluttuazioni del consenso). Ora, Bersani è stato eletto con poco più di 1.600.000 voti, Franceschini ne ha presi poco più di 1.000.000, Marino si attesta attorno ai 378.000. Questo significa che il segretario in carica del Partito Democratico è stato eletto solamente dal 20% del suo elettorato potenziale, che Franceschini è stato votato dal 12,5% e Marino dal 4,7%. E' il cosiddetto lodo Bersani: premio di maggioranza per le mozioni che superano il 20% dei consensi (le primarie valgono più o meno quanto un sondaggio d'opinione).
Io sono stato corretto con Marrazzo, mi ha anche ringraziato (a lui piace). Io ho solo detto che casualmente è pervenuto un video alla Mondadori, un'azienda di cui io non so nulla (tant'è che è da quindici anni che non leggo un libro), un video per lui compromettente, che se fosse caduto in mano alla sinistra ne sarebbe uscito un grosso scandalo, diversamente, consegnandolo a Feltri, è stato messo tutto a tacere. Io a Marrazzo ho dato la possibilità di sputtanarsi da solo, gli ho detto testualmente: questa è una pistola, è carica, adesso vedi tu cosa ne vuoi fare, ti lascio libertà di coscienza. Questo fesso ha deciso di dire tutto alla moglie? Cazzi suoi. Piero, tu lo sai che ti sono amico, ti ho segnalato a mio figlio per un posto a La Fattoria, così in mezzo alle vacche ti rilassi, non ci pensi e ti mettiamo in camera con Veridiana Mallmann, così un poco alla volta ne esci, ti va? E dai, la figa è come la bicicletta, cribbio!... Non volevo dire questo, sono stato frainteso. Bonaiutiiiiii!
Ho fatto pace con Tremonti, nella villa di Arcore, dove sono stato trattenuto per tutta la giornata da una lieve forma di scarlattina. Il mio piano è attaccarla a Bossi, per poi eliminare Tremonti, con calma.
Pigi Bersani non è laureato in economia, si è laureato in filosofia con "una tesi sulla storia del Cristianesimo, centrata sulla figura di Papa Gregorio Magno" (Wikipedia). Stando così le cose a ben diritto posso dire anch'io la mia sull'Irap, la filosofia come scienza prima, diceva Aristotele. Invece Ciccio Rutelli non ha finito nemmeno Architettura, giusto il Partito Radicale poteva dargli qualcosa da fare. Adesso Bersani tira dentro SL e arrivano al 28-29%, poi Di Pietro, e arrivano al 36-37%, poi ci aggiunge un etto di gnocca e una fetta di culo e forse forse arrivano al 40%, ma di più non si può fare. Manca un 10-12% abbondante per fare un'alternativa, mancano i voti dell'Udc che fa la preziosa (ma ci riguadagnano Rutelli), quelli della lista anticapitalista e quelli di Pannella, e allora a questo punto lancio una provocazione: perché non chiedere a Storace? Questi sono i numeri, e se ci sono rimasti gli avanzi, allora si mangiano gli avanzi (cucina povera, che ci avvicina alla gente). Ci inventiamo un governo di destrasinistra (che non è nemmeno un'idea così balzana) e via, verso nuovi orizzonti. Scherzo, la verità è che non ci sono abbastanza elettori per vincere le elezioni, da qualche parte ci deve essere una falla.
Tre assegni da ventimila (forse mai incassati, però certamente emessi), più cinquemila di prestazione, che fanno in tutto sessantacinquemila euro fumati in una sola notte, io spero per Marrazzo che avesse davvero pippato. Per carità, poi uno con i soldi dei contribuenti ci può fare quello che vuole se sono suoi, altrimenti mi potrei anche arrogare il diritto di consigliare le borsette meno costose alle professoresse del Parini, però io non so cosa facesse di così straordinario questa Natalie, ma per cinquemila euro mi sarei fatto pulire pure i fagiolini (che è una cosa che mi sta troppo sul cazzo). E poi, i gusti saranno gusti, ma quelle graziose le ho viste coi miei occhi, tanto valeva mettere il rossetto e i sandali al Mago Do Nascimento.
Fatto, ho votato e non ho avuto alcun problema ai seggi, ero alla Brown University di Providence e ho votato via internet assieme a Prodi, una volta nel seggio di Como per Franceschini, la seconda a Milano per Bersani, la terza a Roma per Marino. Effettivamente hanno fatto un po' di casino con le tessere, anche Franceschini si è confuso e ha votato due volte per Bersani. Comunque questa è l'ultima volta che faccio finta di votare alle primarie, per questa volta passi, però poi la smettete e vi mettete seriamente a lavorare, promesso? (gli exit poll dicono Bersani al primo turno, Bassolino avrà votato tre volte). (votano anche i cingalesi, non vale). (a Franceschini è mancato il voto di Marrazzo).
(thanks to Diderot)