forma mentis


(muro del dharma)
domenica, maggio 11, 2008

R68: l'isotopo assassino

Hanno proprio ragione, questo governo Berlusconi è davvero più laico di quello Prodi, e ci pensa proprio il Ministro della Semplificazione a spiegarcelo: trovate tra i vescovi alcune tracce di '68, presto, isolate l'area!

Prima il cardinal Tettamanzi, ora Padova. Tra Carroccio e chiesa del Nord non sembra esserci gran feeling. «Cosa vuole, assistiamo alla fine del cattocomunismo... Sono gli ultimi lasciti del '68. L'egemonia che c'è stata in tutti i campi, a partire dalla scuola, ha investito per alcuni anni anche la chiesa. E pazienza se quel periodo ha segnato l'attenuarsi dei valori cattolici. Tra i parroci ora è finita, ma nelle gerarchie superiori ancora ce n'è traccia».

Un esempio per tutti?  «Beh, a Milano ne abbiamo avuto per anni il maggior campione (il cardinal Martini, ndr). È incredibile che uomini di chiesa si facciano portatori di relativismo. Mentre questo Papa è tornato a parlare dei valori veri della chiesa, con forza e vigore».

Cosa volete farci, ad essere laici oggi si passa per cattocomunisti, ma insomma, sono gli ultimi lasciti, che fortunatamente il futuro è più roseo, il futuro è cattofascista (del resto come si fa a ragionare con menti così debilitate? E' praticamente impossibile). (fortuna per il terrone che è arrivato l'immigrato a salvargli la buccia, in cima ci sta sempre il nordico-ariano, ma il napoletano ora viene prima del nordafricano e del rumeno, anche se è sempre una bella lotta).

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categoria: politica, laicitĂ 


domenica, maggio 11, 2008

Ritiriamo a Locke la patente liberale

E' buffo notare come Hobbes, il quale finisce per teorizzare lo stato assoluto, venga in vita perseguitato a motivo del suo ateismo, mentre Locke, che passa alla storia come un precursore della moderna società liberal-democratica, ritenga invece che non si debba tollerare l'ateismo per quella vecchia storia secondo la quale “se non esiste Dio, allora tutto è permesso” (e chi non vuole che esista Dio, vuole che tutto sia permesso). Così, l'ateo Hobbes finisce per teorizzare uno stato così forte e “stringente” proprio perché ha il terrore che venga l'anarchia e permette che tutto sia permesso, mentre Locke, che passa per democratico e relativista, finisce per scrivere che il cristianesimo è “una religione ragionevole e ha il compito di diffondere a tutto il genere umano quelle verità fondamentali e quelle norme morali che altrimenti sarebbero state accessibili solo ai filosofi”. Ma secondo me, chi teme così tanto l'ateismo come Locke, non ha ancora il diritto di dirsi liberale (quelle di Locke e di Hobbes sono alla fine due variazioni dello stesso pessimismo antropologico per cui l'uomo, lasciato a se stesso, non è in grado di produrre alcunché di buono).

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categoria: filosofia, fede, relativismo, liberalismo, laicitĂ 


sabato, maggio 10, 2008

PFD/31. John Locke

(philosophy for dummies)

John Locke, nato a Wrington (presso Boston, Inghilterra) nel 1632. Pare ebbe più fortuna del suo collega Hobbes, con il quale condivideva l'impostazione empirista ma non quella politica; è universalmente riconosciuto come un precursore della moderna società liberal-democratica.

Tabula rasa. Anche Locke è un empirista perché non ammette che nella coscienza possano esistere nozioni che non provengono dall'esperienza: la mente nasce vuota, alla nascita è come una tabula rasa in attesa di venire incisa, come una stanza vuota in attesa di venire arredata (dagli eventi). Locke polemizza con Cartesio quando si impegna a mostrare come nella mente degli uomini non possano esistere nozioni innate, cioè idee universali che sono presenti in tutti gli uomini e impresse come marchiature prima della nascita, e gli argomenti che utilizzerà contro l'innatismo costituiranno la base della sua visione politica.

Alba del relativismo. Dire che esistono idee innate equivale a dire che esistono verità che sono assolute e universali, poiché sono presenti identiche in tutti gli individui. Si riteneva che queste idee innate fossero innanzitutto l'idea di Dio e delle regole della matematica e della geometria (le regole della logica), ma Locke farà notare come i bambini e i pazzi non possiedono alcuna nozione chiara e distinta di Dio o delle regole della geometria e della logica, e farà notare come nelle società umane non esistono principi etici e morali condivisi da tutti, ma una infinita varietà di usi e costumi che non denotano per nulla l'esistenza di una verità universale. Piuttosto, “nulla vi è nell'intelletto che non sia stato prima nella percezione”, ovvero gli uomini sono spugne che si imbevono delle diverse esperienze che fanno: prima viene l'esperienza, e poi l'idea elaborata dell'esperienza (a diverse esperienze, diversi principi etici e morali).

Istinto sociale e proprietà. In polemica con Hobbes, il quale vedeva la società come la risposta alla minaccia dell'anarchia e considerava gli uomini sostanzialmente dei lupi selvatici che abbisognano di museruola, Locke afferma che l'uomo è tendenzialmente portato alla socializzazione. La società è un istinto naturale ed è già presente nel nucleo semplice della famiglia, in particolare gli uomini non cedono allo stato la loro libertà e i loro diritti (come intendeva Hobbes), piuttosto formano uno stato per vedere tutelati la loro libertà e i loro diritti. La ragione essenziale per cui gli uomini entrano in società è la conservazione della proprietà, lo stato che nega o toglie la proprietà all'individuo senza il suo consenso è dispotico e a questo tipo di stato il cittadino ha ben diritto di ribellarsi (Hobbes invece teorizzava l'impossibilità dei sudditi di ribellarsi al Leviatano, pena il ritorno all'anarchia). In quest'ottica Locke teorizza la separazione dei tre poteri, il legislativo, l'esecutivo e il giudiziario, nessuno può porsi al di sopra della legge, lo stesso legislatore deve attenersi alle regole (parrebbero cose scontate, ma ai tempi evidentemente non lo erano).

Lo Stato è, a mio modo di vedere, una società umana costituita unicamente al fine della conservazione e della promozione dei beni civili. Chiamo beni civili la vita, la libertà, l'integrità fisica e l'assenza di dolore, e la proprietà di oggetti esterni, come terre, denaro, mobili e così via.”

(ma qui onestamente non si capisce come una volta spiegato che non esistono idee innate si ammetta l'esistenza di un istinto naturale, e quindi innato, alla socializzazione).

Più tolleranza per tutti (eccetto che per...). In questo tipo di società in cui non esistono verità universali, ad ogni cittadino deve essere necessariamente garantita la libertà di culto. Come argine alle tentazioni del fanatismo è bene che Stato e Chiesa siano divisi e ben separati:

D'altra parte, affinché nessuno copra la persecuzione e una crudeltà poco cristiana con il pretesto della sollecitudine per lo Stato e dell'osservanza delle leggi [...] ritengo che si debba innanzitutto far distinzione tra materia civile e religiosa e che si debbano fissare convenientemente i confini tra Chiesa e Stato”.

Solo occorre vigilare su quelle sette e religioni che si pongono come una minaccia all'integrità dello Stato, ma soprattutto occorre vigilare sulla più grande minaccia di tutte, la quale non può assolutamente essere tollerata:

non devono in nessun modo essere tollerati coloro che negano che esista una divinità. Per un ateo, infatti, né la parola data, né i patti, né i giuramenti, che sono i vincoli della società umana, possono essere stabili o sacri; eliminato Dio anche soltanto con il pensiero, tutte queste cose cadono. Inoltre, chi elimina dalle fondamenta la religione per mezzo dell'ateismo, non può in nome della religione rivendicare a se stesso il privilegio della tolleranza.”

(di nuovo la sacralità come valore stabile e necessario, quindi universale, quando si era detto che non esistono cose che possiedono il carattere dell'universalità).

Peccato, perché sulle prime Locke sembrava anche intelligente.

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categoria: philosophy for dummies


sabato, maggio 10, 2008

Ultimissime


Lapo Elkann lancia la sua nuova linea da vista che fa sembrare intelligenti.
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venerdì, maggio 09, 2008

Il comunismo non è ancora morto

Mai abbassare la guardia. Yoshi prende infatti seriamente a cuore il destino politico di Angelino Alfano, cioè teme che cada anche lui sotto i colpi della magistratura rossa, che faccia la fine di Mastella, io che stupidamente pensavo che Alfano fosse solo uno dei tanti interim di Berlusconi (già figurarsi Elio Vito come un martire della magistratura, o peggio ancora, come ministro guardasigilli...). Però è vero, Mastella fu vittima di un complotto, però è proprio grazie a quel complotto se ora Alfano potrà metterci una pezza e affamare la bestia della magistratura deviata (evidentemente questa magistratura rossa non è così intelligente come la dipingono).

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categoria: politica


venerdì, maggio 09, 2008

"A brigante, brigante e mezzo"

Erano lì concentratissimi a ricomporre l'incidente diplomatico ("avremo modo di chiarire e tranquillizzare la situazione con le autorità libiche. Sono fiducioso"), stavano per appoggiare l'ultimo paio di carte in cima al castello, ma non ti arriva il Bossi e ti smuove il tavolino? (i clandestini? "sono loro che ce li mandano. La lingua di Gheddafi e' sempre stata lunga". Senti chi parla...).

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categoria: politica


venerdì, maggio 09, 2008

Scambi di coppie

Pare  che la Moratti abbia silurato Sgarbi senza giusta causa, come usa tra i liberali. Cioè, in verità non si capisce se lo abbia silurato perché ha offeso Travaglio ad Annozero oppure perché ha fatto passare in giunta e sotto mentite spoglie una rassegna gay, o una o l'altra, oppure entrambe, oppure più una che l'altra, a piacere.

Però sui gay lei ha giocato molto: prima Vade Retro, ora Liberi Amori Possibili. Ma non le era stato detto di non toccare quel tema?
«Io ho lavorato per togliere elementi di contrasto, sempre. Anche nell´ultimo caso. Ho presentato in quel modo la delibera sulla rassegna di teatro gay proprio per eliminare le polemiche e per evitare che si affermasse l´orgoglio gay. Mi aspettavo magari le critiche dell´Arcigay, non certo quelle del sindaco».

Comunque no problem, non preoccupatevi per il Vittorio nazionale, pare stia cadendo in piedi, pare vada a fare il sottosegretario di Bondi, per il bene dell'Italia.

Adesso che ne sarà di Vittorio Sgarbi?
«Me ne andrò a Roma. Ho parlato con Berlusconi, lui mi vedeva sottosegretario ai Beni culturali, ho preso tempo perché volevo restare a Milano. Ma visto che Milano e la Moratti hanno deciso di rinunciare a me, andrò a lavorare per il bene dell´Italia».

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categoria: politica, attualita


giovedì, maggio 08, 2008

If you tolerate this then your children will be next

Sinceramente, non che sia preoccupato o quant'altro, semplicemente è che uno si sveglia la mattina e si ritrova Sandro Bondi, dico, Sandro Bondi, ministro dei beni culturali. Se la cosa non stupisce è perché ci avevano già abituati male quelli di prima, è l'assuefazione che ci frega, sono i modelli che sono sbagliati: mai lasciare i bambini da soli davanti al governo.

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categoria: politica


giovedì, maggio 08, 2008

Nuove figure ministeriali

Calderoli è un po' il nostro Ministry of Silly Walks.

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categoria: politica


giovedì, maggio 08, 2008

Varato il governo: un gustoso retroscena

Ora che sono usciti i nomi posso finalmente dirlo: il ministero dei beni culturali lo stavano per dare a me, poi si è fatto avanti Bondi, che diversamente da me è laureato, e giustamente ho fatto un passo indietro.

(e Brunetta ministro per l'innovazione. Brunetta, mica Capezzone. Vito, Bondi, Brunetta: l'equa distribuzione dei galoppini, il premio alla carriera a Schifani già sistemato).

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categoria: politica


giovedì, maggio 08, 2008

Ultimo appello per il reclutamento

Allora, c'è nessuno che vuole venire a giocare a LOTRO con me? (ma siete proprio degli impuniti, guarda).

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categoria: vitae


giovedì, maggio 08, 2008

Prossimo passo: la conquista di Marte

Facciamo passi da gigante: la prima striscia ricavata da una battuta di me medesimo, su caosdeterministico.

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categoria: politica, blogosfera


mercoledì, maggio 07, 2008

Il punk è morto

"Be', genere punk, Canta. Magari lo conosce. Forse se lo ricorda come Gene Damage? E i Flippers? No? Quando si sono sciolti è diventato il leader della Burl Ives Explosion. Due dischi con noi. Poi ha rotto con la fidanzata Liddy... Liddy Mitz, suonava nel gruppo... ecco, dico fidanzata ma c'è da chiedersi, sempre fatti, difficile immaginare un'erezione o un paio di tette in quello stato... be', hanno rotto e lei fa formato i Crotchrot, mentre lui adesso canta nei Faster You Fackers. Ammesso che si possa definire cantare. Questa gente non si è ancora accorta che il punk è morto e sepolto. Gliel'ho ho dovuto spiegare io. Gli ho detto: "Marty, guarda che adesso puoi farti i denti". Lui non ci crede ancora. Quando gli abbiamo chiuso il contratto discrografico, ha detto che mi avrebbe infilato l'uccello fino in gola. Io gli ho risposto: "Okay, Marty, però prima fatti un bagno". 

(Ethan Coen, "Sei mai stato all'Electric Ladyland?" in "I cancelli dell'Eden").

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categoria: citazioni, letteratura


mercoledì, maggio 07, 2008

Ministero della delegificazione

Secondo voi hanno fatto apposta a dare a Calderoli un ministero che non sa pronunciare? (è la deregulation, è una buona idea, è il ministero che ci libera dai lacci e dai lacciuoli, come in carcere, hanno paura che ci impicchiamo).

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categoria: politica


martedì, maggio 06, 2008

“Ragazzi insospettabili, di buona famiglia”

Ma secondo voi che cos'è una “buona famiglia”, una famiglia di figli di buona donna? (anche Nerone era di buona famiglia). E io che da parte lombardo-veneta sono figlio di contadini e per la parte calabrese di emigranti, che dovrei fare? Commettessi un delitto immagino che nessuno si stupirebbe, essendo che non sono di “buona famiglia”, è chiaro che il delitto ce l'ho scolpito nel sangue (ricordatemi di mandare affanculo il prossimo che si lascerà scappare “ragazzi insospettabili, di buona famiglia”).

[comunque fate anche voi il gioco dei luoghi comuni: Como città di Clooney, Milano città da bere, Verona città di fasci,  Roma città del Papa, Firenze città di Pupo e Napoli della monnezza.]

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categoria: societĂ  civile


martedì, maggio 06, 2008

Chi ci da la luce?

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categoria: attualita


martedì, maggio 06, 2008

Per favore non giudicateli, sono solo ragazzi/2

"Un consigliere della Fiamma: non crocifiggeteli. Vent’anni, bravissimi ragazzi,"

Anni e anni a scassarci la minchia sui comunisti no global che scassano le vetrine a Genova e intanto in casa loro, nel profondo nord, incubava il cortocircuito neofascista. Ve lo meritate.

"Fascisti? A Verona siamo tutti di destra". «Quando ho saputo quello che era successo, ho chiesto se avevano pestato un comunista. Hanno fatto una cosa da balordi, mica da fascisti. Io, sono fascista. Il fascismo è socializzazione e progresso».

In effetti a pensarci bene oggi come oggi il pericolo principale è proprio il comunismo, votatevi Tosi, mi raccomando, che fa da argine all'impero del male.

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categoria: societĂ  civile, sprofondo nord


lunedì, maggio 05, 2008

C'è un bel clima

«Tolleranza zero per i giovani di Verona, ma più gravi i fatti della Fiera del Libro». E però qui c'è scappato il morto, Fini, e chi brucia le bandiere di Israele in piazza non mi risulta che si senta poi così forte da fare le spedizioni punitive a Gerusalemme. «Presi da soli, questi ragazzi sono dei vili». E' forse per questo che ci si iscrive al movimento sociale, da giovani.

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categoria: attualita, societĂ  civile


lunedì, maggio 05, 2008

Il liberismo aveva i giorni contati

I nuovi interlocutori dei «liberisti» oggi sono i «protezionisti»: sbagliano la diagnosi, ma hanno saputo cogliere e interpretare meglio della sinistra le angosce di tanti cittadini.

Animo liberali, i nuovi interlocutori del liberismo sono oggi a destra, forse ci eravamo sbagliati a considerare il liberismo di sinistra.

Insomma, il mondo sembra andare in una direzione diversa da quella auspicata da chi, come me, vorrebbe meno Stato e più mercato. I cittadini non sembrano preoccuparsene: anzi, premiano chi promette «protezione» dal vento della concorrenza.

Ma va? Davvero? Caspita, perspicacissimo. Animo socialisti, il prossimo funerale è per i liberisti (intendiamoci, non che fossero mai stati vivi).

Concorrenza significa regole: in assenza di regole non è detto che il mercato produca una società migliore di quella in cui vivremmo se venissimo affidati ad uno Stato benevolente. Affinché il mercato, la globalizzazione diventino popolari è necessario «governarli». E’ certamente vero, ma anche un po’ illuminista. Vedo anti-globalizzatori che occupano le piazze, ma non vedo cittadini che manifestano perché il Doha Round non fa un passo.

Ma stai scherzando? Chiediamo subito a Mr. Pannella di organizzarci un satyagraha.

"Dove abbiamo sbagliato?", si domanda il Giavozzi. Non lo so, se non avete ancora capito che quasi per consenso universale "liberismo" equivale a dire "precarietà" allora o ci siete o ci fate.

[ma voi liberisti siete proprio fuori dal mondo, lasciatemelo dire].

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categoria: politica, liberismo


lunedì, maggio 05, 2008

La guerra è finita

Io non so se arriverà qualcuno o qualcosa che ci libererà finalmente dall'equivoco del partito democratico, io lo spero ma non riesco ad essere così ottimista. Però è chiaro che prima o poi si stuferanno anche della destra, che bene o male pure lei dovrà rendere conto al dio volubile del popolo dei suoi fallimenti, e di nuovo la sinistra si troverà per le mani questo impiccio del governare. Ma di nuovo gli eventi non la troveranno pronta, saranno ancora lì ad insistere con le stessa formula, a riproporre il loro inutile carrozzone neodemocristiano, con le stesse facce e lo stesso stile. Per cui senza esitazioni continuerò a dichiararmi prigioniero politico del bipolarismo, perché onestamente non mi riconosco più in niente, e vi dirò, nemmeno più mi va.

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