La prima: ieri butto l'occhio su EspansioneTV, la tv locale di Como, un giornalista che spiegava come Famiglia Cristiana fa un milione di copie alla settimana, molte di più del Corriere della Sera, o di Oggi (e lui lo sa bene perché scrive su Oggi, dice), eppure nessuno ne parla. Di più, i libri. Perché in classifica non ci sono mai libri cattolici? Perché i sondaggi li fanno nelle librerie laiciste, non vanno certo alle Edizioni Paoline a farli. E' in atto da tempo (si direbbe dal '68) questo complotto laicista ai danni delle pubblicazioni cattoliche, ma la gente comune, il paese reale, sa bene a cosa dare valore. (e io aggiungerei che per essere vittime di un complotto stanno recuperando egregiamente).
La seconda: grande dibattito sul '68, vogliamo rivederne il mito? Chi dice che ha deresponsabilizzato le persone, chi dice che ha responsabilizzato i giovani, chi dice (Giulio Tremonti) che ha sfasciato lo Stato, chi dice che ha inaugurato la moda dell'assistenzialismo statalista: mettetevi d'accordo. Io, che da figlio di divorziati fui antisessantottino, neoconservatore e sarkozyano ante litteram, credo di avere superato la fase ideologica e il '68 lo accetto come una fase storica, come un dato di fatto, con la sua eredità buona e quella cattiva ("buona" e "cattiva" secondo i punti di vista). "Cancellare il lascito del '68", come fosse possibile, poi. E poi cancellarlo in che senso? Quello di sempre, il ritorno neoconservatore, alla Bush, alla Sarkozy, a quelli a cui stanno simpatici perché saranno anche bigotti, ma vuoi mettere la lotta al terrorismo e la nuova rinascita economica? Mi mettono sinceramente a disagio certi blogger che giocano su quest'ambiguità.
Di più, il '68 ci avrebbe abituati a vedere diritti la dove esistono solo opportunità. Il lavoro è un'opportunità, non un diritto, dicono i cantori del neoliberalismo. Mi vedete voi, dato che mi dico di sinistra (brutto socialista che non sono altro), andare in giro a pretendere che mi assumino? Lavorare è una necessità per molti, e di fronte a una necessità c'è poco da scherzare, ma mica posso prendere "i padroni" per il bavero. E allora toglieteci tutto: ferie pagate, permessi malattia, gravidanza, che le donne avranno pure il diritto (pardon, l'opportunità) di avere figli, ma gravano, le gravide, sulle spese dello Stato, mica balle.
Da un estremo si passa all'altro: dall'estremo dell'assistenzialismo cialtrone, si passa a quello del neoliberismo bigotto: a questo gioco al massacro io non ci sto.
(dico, sarebbe anche opportuno che i froci non siano addidati a rovina dell'occidente, ma sarebbe solo opportuno, che da dall'opportunità al diritto ce ne passa).
Piaccia o non piaccia, il '68 ha dato comunque una scossa sui diritti civili, scossa che gli ambienti liberali di destra si sono sempre ben guardati dal dare, persi nelle loro distinzioni sul valore del diritto e dell'opportunità, nel moderatismo conservatore che voleva conservare più che aprirsi ai mutamenti, e oggi, con il ritorno del neoconservatisimo, la questione non è poi cambiata di molto.
