Lo stato pietoso del Partito Democratico lo si evince anche dai mal di pancia seguiti alla discesa in campo del dott. prof. Ignazio Marino (D'Alema è ancora chiuso in gabinetto, a Franceschini hanno prescritto il Rifacol). Il dott. Marino è un "laicista" però tutti si affrettano ad aggiungere "cattolico", che se non fosse nemmeno quello sarebbe una specie di mostro insensibile che vuole portare la razza umana all'estinzione con le sue idee contro la vita e la sua cultura di morte, e invece no, è un credente, tranquilli che non vi mangia i bambini. Com'è successo che ci siamo immiseriti a tal punto? Dico "siamo" facendo finta che il PD sia il "nostro" partito "progressista" di riferimento, non è così. Lo spettacolo che il PD offre di sé è di un'armata brancaleone che si fa la guerra civile, un eterno e sfibrante regolamento di conti interno fra capimandamento, vige il terrore, di sbagliare un'intervista, di toppare uno slogan, di passare per estremista se si partecipa a un gay pride. La parola magica è "riformismo", ma è evidente che nessuno sappia cosa sia. A questo punto le parole del dott. Ignazio Marino, che ha collaborato con gli esperti di bioetica di Obama per la ricerca sulle staminali (ha ucciso delle persone), acquistano persino un alone eroico: «Io che non ho mai avuto una tessera di partito prima d’ora, che non vengo né dalla cultura della Margherita né da quella dei Ds nel Pd mi sento a casa mia, sono convinto che questa formazione possa imprimere una svolta al centrosinistra». Beato lui che ci crede, perché la tattica del PD e della sua miserrima classe dirigente è quella di aspettare il cambiamento, come qualcosa di dovuto che prima o poi farà la grazia, non sia mai che qualcuno prenda l'iniziativa e ci faccia la figura del rivoluzionario e gli sporchi il tappeto al D'Alemino o al Franceschiello di turno.
Fonte: Marino, «campione» dei laici.
